La stabilizzazione consiste nella miscelazione del materiale in sito con calce e/o cemento a seconda del tipo di terreno.
Dopo aver determinato l'umidità del terreno su cui effettuare l'intervento, si procede alla stesura del legante nelle quantità previste da capitolato. L'operazione viene eseguita a mezzo di apposito spandi legante a dosaggio elettronico in grado di assicurare, nella fase di stesura, l' omogeneità e la distribuzione ottimale in funzione del variare della consistenza e della conformazione del terreno.
Successivamente si procederà alla miscelazione ed alla frantumazione del materiale misto con legante per mezzo di macchina stabilizzatrice tipo Pulvimixer.
A seconda del tipo di terreno, dell'umidità dello stesso e del legante utilizzato, si procederà alla compattazione che avverrà con rullo vibrante ferro/gomma o con rullo piede di montone.
Nella fase successiva sarà effettuata la livellatura del terreno con apposito greder dotato di laser rispettando le quote di progetto ed infine si procederà alla compattazione del sottofondo con un rullo gommato o con un rullo statico ferro/gomma.
Il trattamento a calce di un terreno consiste nella sua miscelazione con il legante ed eventualmente con acqua, in quantità tali da modificare attraverso reazioni chimico-fisiche le caratteristiche di lavorabilità e di resistenza meccanica in opera. La risposta al trattamento dipende essenzialmente dalle quantità e natura dei minerali argillosi e della silice amorfa presenti nel materiale, essendo ciascuno elemento caratterizzato da una propria reattività; ha altresì rilevanza la quantità di calce aggiunta e la modalità di lavorazione della miscela. L'effetto calce si esplica nei modi seguenti:

Il misto cementato per fondazione con miscelazione in sito sarà costituito da una miscela di inerti in misto granulare proveniente dalla medesima fondazione o da materiale nuovo da miscelare in sito, mediante idonei miscelatori (pulvimixer). Il cemento, nelle quantità stabilite, viene distribuito in modo uniforme su tutta la superficie mediante idonei spargitori. Per ottenere uno strato perfettamente sagomato, privo di sgranamenti ed i fessurazioni, occorre che nella fase di miscelazione venga apportata dell'acqua in modo da raggiungere l'umidità ottimale prevista. Per fare questo, viene collegata alla Pulvimixer una botte d'acqua. Completata l'operazione di miscelazione si provvederà al costipamento della fondazione con un rullo ferro/gomma e successivamente alla regolarizzazione dei piani livellando il materiale con il greder. Si procederà inoltre alla rullatura con un rullo gommato. Infine verrà eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione acida in ragione di 1 -2 Kg/m2.
Il misto cementato per fondazione deve essere costituito da una miscela di inerti lapidei impastata con cemento ed acqua, da stendersi in un unico strato dello spessore compreso tra i 15 ed i 40 cm. Successivamente alla stesa del misto cementato con vibrofinitrice inizia la compattazione del materiale con intervento combinato di rullo vibrante e di rullo gommato. Alla fine verrà eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione acida al 55% in ragione di 1-2 Kg/m2
La rigenerazione del sottofondo stradale consiste nella miscelazione del materiale in sito con cemento, bitume ed acqua. Tale intervento consente di risanare i sottofondi stradali che presentano deterioramenti, permettendo così di risparmiare tempo e ridurre l'utilizzo di altro materiale con conseguente contenimento dei costi.
La rigenerazione in sito a freddo viene realizzata mediante idonee attrezzature mobili (con miscelatore a volume variabile), come ad esempio la Wirtgen WR2500S, che consentono di miscelare in sito la fondazione esistente, con aggiunta di bitume schiumato, cemento, acqua. L'operazione consiste nell'omogeneizzare, stendere e compattare la miscela per uno spessore massimo di 30 cm. e minimo non inferiore a 20 cm. da intendersi come spessore finale della fondazione.
La "schiuma di bitume" è prodotta dalla reazione meccanica che avviene nel bitume mediante la polverizzazione delle proprie molecole con acqua in pressione. Il processo si realizza all'interno di una particolare camera di espansione mediante il contatto del bitume a circa 180°C con acqua ad alta pressione.
Le percentuali ottimali di cemento, acqua e bitume schiumato richieste, oltre all'eventuale integrazione di inerti, saranno stabilite in relazione alle prove di laboratorio.
La prima fase consiste nel stendere il cemento, secondo un dosaggio predefinito, in modo omogeneo e uniforme, successivamente si procede alla frantumazione e alla miscelazione del fondo stradale con il cemento, il bitume e l'acqua.
La miscela appena realizzata deve essere immediatamente compattata mediante un rullo vibrante ferro/gomma.
Durante la compattazione, nel caso di temperature elevate, è necessario umidificare il piano per migliorare l'addensamento.
Si procederà alla sagomatura ed alla livellatura della superficie e successivamente si opererà con rullo gommato in modo da dare alla superficie un'ulteriore costipazione. Al termine del costipamento e di rifinitura deve essere eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione acida al 55% in ragione di 1 ÷ 2 kg/m2.
Tale tecnica consente di risparmiare materiale vergine in quanto viene rigenerato quello esistente in sito con un significativo miglioramento strutturale.
Tale tipologia di lavorazione, previa compattazione, consente in caso di emergenza di sottoporre, sia pur per breve tempo, l'immediato transito del traffico lungo l'arteria stradale.